SANTA MARIA DEL FIORE:
leggende e origine di termini tipici Fiorentini…i BISCHERI, la TESTA DI TORO e LA SFERA.

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I BISCHERI.
In Toscana l’appellativo “bischero” indica una persona poco furba. Questo significato è legato alla famiglia fiorentina dei Bischeri. Questa casata era una delle più facoltose dell’intera città e le loro proprietà si trovavano nella zona tra Piazza Duomo e via dell’Oriuolo. Quando verso la fine del ‘200 si decise di costruire la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, i Bischeri possedevano molte case nella zona dove la Repubblica Fiorentina aveva progettato l’edificazione del Duomo: il governo decise di offrire loro un’ingente somma di denaro per acquistarle tutte, liberando così l’area e iniziare i lavori. Si dice che la famiglia rifiutò, cercando di tirare ancora sul prezzo; dopo qualche tempo il governo fiorentino, stanco degli indugi, decise di espropriare le abitazioni, risarcendo i Bischeri con ben pochi fiorini d’indennizzo. Da allora il termine «bischero»indica appunto una persona decisamente poco furba e ingenua.

LA SFERA DELLA CUPOLA
La cattedrale di Santa Maria del Fiore, per tutti il Duomo di Firenze, è uno dei simboli incontrastati della città. Si tratta della quinta chiesa più grande della cristianità europea e può contenere fino a 3.000 persone. La chiesa venne consacrata il 25 marzo del 1436, al termine dei lavori della cupola del Brunelleschi, da papa Eugenio IV. Dal 1468 una sfera di rame dorato di Andrea del Verrocchio si erge in cima alla Cupola del Duomo. L'opera misura 2 metri e 30 centimetri di diametro e pesa quasi 2 tonnellate. Purtroppo non rimase lì a lungo. Cadde la prima volta nel 1492 e poi di nuovo all'inizio del 1600. Durante la forte tempesta di quella notte un fulmine la colpì facendola staccare e precipitare lungo il lato destro della cupola. Solamente dopo due anni il gran duca Ferdinando I decise di ripararla e sistemarla al suo posto. Ancora oggi, tra via del Proconsolo e il Duomo è possibile vedere un cerchio di marmo sulla pavimentazione. Quello è il punto esatto dove cadde la palla quattro secoli or sono.
LA TESTA DI TORO sulla PORTA DELLA MANDORLA
Tra i tanti dettagli del Duomo, precisamente sul lato sinistro all’altezza di via Ricasoli, è possibile scorgere una testa di toro appoggiata in alto su uno dei capitelli. L’insolita scultura è una delle decorazioni di Porta della Mandorla, opera di Nanni di Banco e altri artisti, che dà accesso alla vetta della cupola. La presenza dell’animale tra le sculture è ricollegabile a due spiegazioni. Secondo una prima versione, si tratterebbe di un omaggio che i costruttori vollero fare agli animali da traino che furono impiegati durante la costruzione dell’opera.

Esiste però un’altra risposta molto più curiosa e decisamente goliardica. Pare che durante la costruzione del Duomo un mastro carpentiere avesse una relazione con la moglie di un bottegaio della zona. Quando il marito scoprì il tradimento, decise di sporgere denuncia presso il tribunale ecclesiastico. L’amante però decise di vendicarsi in modo piuttosto originale: collocò la testa del toro in modo tale che le corna puntassero proprio in direzione della bottega del cornuto, come testimonianza concreta del tradimento subito.

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