SCARLINO: Affresco Segreto ‘400 Senese

MONTEFOLLONICO: tracce di 60.000 anni fa con gli uomini di Neanderthal
Aprile 23, 2018
LEONARDO DA VINCI: i suoi codici
Aprile 24, 2018

Fino a pochi anni fa quella povera parete stonacata, dalla quale affioravano due testoline rinascimentali, apparteneva a Luigi Novelli, un anziano scarlinese che nella sua semplicità aveva scelto di vivere proprio in quella stanzetta con soltanto un letto e un armadio. Niente di più che lo stretto necessario: al centralinista del Comune bastava quello. L’uomo viveva infatti come un asceta di fronte all’incredibile parete, di cui soltanto lui aveva percepito l’importanza con una consapevolezza intuitiva.

A vederlo allora la gente pensava che soltanto un matto avrebbe vissuto lì, tra quelle quattro mura scalcinate. Ma quella parete ha in effetti da sempre conservato un segreto rinascimentale: una crocifissione – appartenente con molta probabilità alla scuola senese del Quattrocento – che è miracolosamente sopravvissuta all’incuria e al tempo. A ospitare l’affresco segreto è un edificio di Scarlino: una costruzione del 1200 fatta realizzare dalla famiglia Pannocchieschi.

Ma l’opera, grande tre metri per cinque, ha vissuto molte vite prima di arrivare superstite ai nostri giorni: è infatti passata nel 1600 alla confraternita di Santa Croce ed è divenuta poi di proprietà privata nell’Ottocento, quando l’edificio è stato smembrato e diviso in più abitazioni. E di quella storia secolare resta oggi soltanto quella piccola parete contemplata per anni dall’impiegato comunale, tanto che in paese quella è per tutti la “casa Novelli”.

Dopo la morte dell’uomo la proprietà di via Citerni, che ovviamente oggi sottostà a vincoli architettonici e artistici, è stata messa in vendita e poi dimenticata per diversi anni, forse a causa delle cattive condizioni dell’edificio. Soltanto nel 2016 si è fatto avanti un possibile acquirente: il senese Andrea Sozzi Sabatini.

Il prezioso affresco

Il manager intuisce subito il valore dell’affresco misterioso. Lo fa analizzare ed arriva l’ufficializzazione della preziosità del dipinto attribuito per il momento a Giovanni di Pietro, fratello del pittore senese Lorenzo di Pietro, meglio noto come Vecchietta. L’affresco verrà presto riportato alla sua intera magnificenza, visto che sono stati chiamati per recuperarla due esperti del restauro: Marco Marchetti ed Isabella Gubbini. I primi interventi sembra stiano rimettendo in luce una crocifissione di ottima fattura (con Maria, gli armigeri e le donne dolenti) sulla quale si era espresso a suo tempo anche Vittorio Sgarbi. “Si tratta di una tecnica sopraffina per la sua conservazione perché, nonostante l’apparenza, l’adesione della pittura è perfetta e non ci sono segni di umidità sulla parete o di sollevamenti del colore; siamo davanti ad un monumento importante e dobbiamo essere orgogliosi di aver restituito quest’opera alla universale conoscenza”, aveva sentenziato il noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, durante un sopralluogo a Scarlino. Sgarbi aveva anche postato sulla pagina Facebook  un lungo video in cui veniva illustrata l’opera e brevemente raccontata la storia.

Un tesoro artistico

Il vecchio padrone della casetta, il signor Novelli, aveva dunque dimostrato buon intuito. Quella parete – in effetti – conservava da sempre un segreto prezioso. Un tesoro appartenente con tutta probabilità alla scuola senese del quattrocento, miracolosamente sopravvissuto ai pericoli del tempo. Un’opera di ben tre metri per cinque custodita dall’intonaco generoso del vecchio immobile passato nel 1600 alla confraternita di Santa Croce e divenuto poi di proprietà privata nell’Ottocento. Quella parete che l’impiegato del comune per anni ha contemplato con devozione dentro la sua umile casetta, ritorna a nuova vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *