LE BALZE DI VOLTERRA: un fenomeno spettacolare e inquietante

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La zona attorno a Volterra presenta il caratteristico e inquietante paesaggio delle Balze, un’altissima voragine che nel passato ha inghiottito le necropoli etrusche dalla città, e diversi edifici medievali tra cui il monastero di San Marco e la chiesa di San Clemente. Il fenomeno è causato dalla presenza di uno strato di sabbia superiore, più resistente all’erosione dell’acqua delle argille sottostanti, che invece vengono più velocemente asportate dagli agenti atmosferici, quest’erosione provoca la mancanza di sostegno allo strato di sabbia superiore che scalzato alla base crolla a “fette” provocando la tipica formazione delle Balze.

Sopra alle Balze si trovano alcuni notevoli resti dell’antica cinta muraria della città etrusca, dal parcheggio in prossimità delle Balze, è possibile percorrere un tratto a piedi lungo le antiche mura etrusche da dove si hanno ampi panorami sulle Balze e la campagna sottostante e da dove è possibile ammirare la precaria posizione dov’è situata la Badia Camaldolese.

La Badia con l’annessa chiesa fu costruita nel 1030 vicino alla chiesa di San Giusto al Botro che si inabissò nel secolo XVII per l’avanzare delle Balze. Oggi la Badia Camaldolese a causa dell’incessante avanzata dell’erosione delle Balze, si trova in stato di abbandono, ma dell’edificio si possono ammirare l’elegante chiostro cinquecentesco e il refettorio monastico. Della chiesa, rovinata nel 1895, rimane un’abside romanica e la massiccia torre campanaria di epoca medievale.

Ritornati al parcheggio proseguendo nella direzione opposta, una breve passeggiata porta prima alla Porta Mensari, che si apre sullo spettacolo selvaggio e impressionante delle Balze, proseguendo si giunge infine alla chiesa di San Giusto, che sorge sulla cima del colle tra due filari di cipressi e un bel prato verde, la chiesa, iniziata nel 1627, in sostituzione di un’altra crollata per l’avanzare delle Balze, fu terminata nel 1775.

La facciata in pietra greggia è fiancheggiata da quattro colonne in pietra che sorreggono le statue in cotto di San Giusto, San Clemente, San Lino e Sant’Ottaviano.L’interno a croce latina ad un’unica navata, è un esempio di sobrio barocco e conserva una tela di Cosimo Daddi, raffigurante La visita di Santa Elisabetta, una tela di Giandomenico Ferretti, eseguita nel 1743, con San Francesco Saverio che predica nelle Indie, una piccola tavola, parte centrale di un polittico di Neri di Bicci del XV sec., e nell’oratorio della Compagnia, l’affresco del Volterrano (Baldassarre Franceschini) raffigurante Elia dormiente.

Le mura etrusche presso le Balze, Volterra, Pisa. Author and Copyright Marco Ramerini

Le mura etrusche presso le Balze, Volterra,  Copyright Marco Ramerini

L’altare maggiore conserva l’urna con le reliquie dei santi Giusto e Clemente. Sul pavimento davanti all’ingresso dell’oratorio si trova il cosiddetto Gnomone, una meridiana progettata da Giovanni Inghirami nel 1801: la luce penetra da un foro gnomico praticato nella cupoletta di incrocio del transetto e proietta il raggio solare su una linea meridiana di marmo bianco, segnata sul pavimento, indicando per tutto l’anno il mezzogiorno.

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