Pinocchio e l’interpretazione esoterica

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Uscito nel 1940, Pinocchio è un classico Disney sempre apprezzato dai bambini e dagli adulti di tutto il mondo. Tuttavia, la storia di questo burattino di legno nasconde una grande allegoria spirituale basata sugli insegnamenti esoterici, di cui ovviamente poco si parla. Prenderemo in esame le origini di questa avventura animata e il suo significato di fondo. Inutile dire che questo film è ora una pietra miliare nella cultura popolare di oggi. Quante persone hanno visto questo film?

E d'altra parte, quante persone sono consapevoli del vero significato di fondo di Pinocchio? Dietro la storia del burattino che cerca di diventare un bravo ragazzo vi è una storia spirituale profonda che affonda le sue radici nelle scuole misteriche e nell'occultismo. Attraverso gli occhi di un iniziato, la storia del burattino che doveva essere buono, ripresa spesso con prediche sul «non mentire», diventa per l'uomo la ricerca dell'illuminazione e della saggezza. I commenti brutalmente onesti sul contesto sociale di Pinocchio sono una raffigurazione cupa del nostro mondo moderno e prescrive, forse, un modo per sfuggire alle sue trappole. Attraverso il background dell'autore e di alcuni riferimenti letterari, si può comprendere il significato gnostico di Pinocchio.

Le origini di Pinocchio
Pinocchio è stato originariamente scritto da Carlo Lorenzini (1826-1890), meglio conosciuto con lo pseudonimo di Carlo Collodi, tra il 1881 e il 1883. Collodi iniziò la sua carriera scrivendo sui giornali (Il Lampione e Il Fanfulla), dove usò spesso la satira per esprimere le sue opinioni politiche. Nel 1875, Collodi entrò nel mondo della letteratura per bambini e usò questo veicolo per trasmettere le sue convinzioni. La serie di Giannettino, ad esempio, si riferisce spesso all'unificazione dell'Italia. «Lorenzini fu affascinato dall'idea di utilizzare un personaggio amabile, briccone come un mezzo per esprimere le proprie convinzioni attraverso l'allegoria. Nel 1880, egli iniziò a scrivere "La storia di un burattino", chiamata anche "Le avventure di Pinocchio", che è stata pubblicata settimanalmente su "Il Giornale dei Bambini" (il primo giornale italiano per ragazzi)»

Le Avventure di Pinocchio è una favola che descrive le vicende di un burattino testardo nel suo percorso per diventare un bambino vero, ed è stata pubblicata nel 1883. Il lavoro di Collodi non era meramente politico. I suoi scritti, e in particolare Le Avventure di Pinocchio, contenevano una grande quantità di aspetti metafisici che sono spesso trascurati dai lettori moderni. Un fatto importante, necessario per capire appieno la profondità del lavoro di Collodi, è che egli era un massone attivo.

In un saggio intitolato Pinocchio, mio Fratello, il massone italiano Giovanni Malevolti descrive il contesto massonico di Collodi: «L'Iniziazione di Carlo Collodi alla Massoneria, anche se non può essere trovata in nessuno dei documenti ufficiali, è universalmente riconosciuta e spesso definita. Aldo Alessandro Mola, un non-massone che è generalmente definito come lo storico ufficiale della Massoneria, ha espresso con certezza la grande apertura dello scrittore alla famiglia massonica. Eventi della vita di Collodi sembrano confermare ulteriormente questa tesi: la creazione nel 1848 di un documento chiamato "Il Lampione", che, come ha affermato Lorenzini, "ha illuminato tutti coloro che erano in bilico nelle tenebre", ha anche considerato sé stesso un "appassionato discepolo di Mazzini" (un massone e rivoluzionario di primo piano in Italia)». Collodi si trova citato anche in documenti pubblicati dalla Gran Loggia Madre inglese.

Continua Malevolti: «Ci sono due modi per leggere "Le avventure di Pinocchio". La prima è quella che chiamerei "profana", in cui il lettore, molto probabilmente un bambino, impara a conoscere le disavventure del burattino di legno. La seconda è una lettura da un punto di vista massonico, in cui il forte simbolismo sarà ben chiaro, senza mai sostituirla, la narrazione semplice e lineare degli eventi». Collodi ha scritto Le avventure di Pinocchio in seguito alla lunga tradizione di testi mistici: una storia con una narrazione semplice che può essere goduta da parte delle masse, ma con un significato nascosto riservato solo a coloro «che sanno».

Analisi del film d'animazione della Disney
Ci sono molte diversità tra il libro di Collodi e il film d'animazione creato dalla Disney. La trama è stata semplificata e Pinocchio è diventato un innocente, di carattere felice e attivo, piuttosto che il disadattato testardo e ingrato dal libro originale. Tutti gli elementi fondamentali sono però ancora presenti nel film e il messaggio di fondo rimane intatto.

La creazione
Il film inizia con Geppetto, un intagliatore italiano che trasforma un pezzo di legno in una marionetta. Egli da al burattino caratteristiche simili agli umani, ma rimane un burattino senza vita. Geppetto è, in qualche modo, il Demiurgo di Platone e degli gnostici. La parola «Demiurgo» è letteralmente tradotta dal greco come «creatore o artigiano». In termini filosofici, il Demiurgo è il «dio minore» del mondo fisico, l'entità che crea esseri imperfetti che sono soggetti alla degradazione della vita materiale. La casa di Geppetto è piena di orologi costruiti da lui, che, come forse già sapete, vengono utilizzati per misurare il tempo, uno dei grandi limiti del piano fisico.

Geppetto ha creato una marionetta di grande impatto visivo, ma si rende conto che ha bisogno dell'aiuto del «Grande Dio» per dare la scintilla divina necessaria a farlo diventare un «bambino reale» o, in termini esoterici, un uomo illuminato. Allora cosa fà? Egli «esprime un desiderio». Chiede al Dio Grande (il Grande Architetto dell'Universo dei massoni) di infondere in Pinocchio una parte della sua essenza divina.

La Fata Turchina è la rappresentante del Grande Dio, che scende sulla Terra per dare a Pinocchio una scintilla della Mente Universale, il Nous degli gnostici. «É stato affermato dai cristiani gnostici che la redenzione dell'umanità è stata assicurata attraverso la discesa del Nous (Mente Universale), che era un grande essere spirituale superiore al Demiurgo e che, entrando nella costituzione dell'uomo, ha conferito l'immortalità cosciente alle invenzioni del Demiurgo» La Fata conferisce a Pinocchio il dono della vita e del libero arbitrio.Anche se è vivo, non è un ancora un «bambino vero». Le scuole misteriche insegnano che la vita vera inizia solo dopo l'illuminazione. Tutto ciò che vi è prima dell'illuminazione non è altro che un lento decadimento. Quando Pinocchio chiede: «Sono un ragazzo vero»?, la Fata risponde: «No, Pinocchio. Dipenderà da te che il desiderio di Geppetto si avveri. Devi metterti alla prova nella vita tu stesso e un giorno diventerai un bambino a tutti gli effetti».

La salvezza spirituale è qualcosa che dev'essere meritata attraverso l'auto-disciplina, la conoscenza di sé e la forza di volontà. I massoni simboleggiare questo processo con l'allegoria dell'Ashlar mascalzone e dell'Ashlar perfetto. «Nella Massoneria speculativa, l'Ashlar mascalzone era un allegoria dei massoni non iniziati prima della scoperta dell'illuminazione. Un Ashlar perfetto è un'allegoria per un massone che, attraverso l'istruzione massonica, si adopera per ottenere una vita onesta e si sforza di ottenere l'illuminazione. La lezione da trarre è che con l'educazione e l'acquisizione della conoscenza, un uomo migliora lo stato del suo essere spirituale e morale. Come l'uomo, ogni Ashlar mascalzone inizia come una pietra imperfetta. Con l'istruzione, la cura e l'amore fraterno, l'uomo è modellato in un essere che è stato messo alla prova dalla "squadra" della virtù e circondato dal "compasso" delle sue frontiere, donatici dal nostro Creatore» 4. Allo stesso modo i massoni rappresentano il processo di illuminazione con la trasformazione di una pietra grezza in una di ottima fattura, Pinocchio inizia il suo viaggio come uno pezzo grezzo di legno e cercherà di smussare i suoi bordi per diventare finalmente un bambino vero.

Nulla gli è regalato. Un processo interno-alchemico deve avvenire dentro di lui in modo da essere degno di ricevere l’ illuminazione. Egli deve passare attraverso la vita, la sua lotta contro le tentazioni, e, usando la sua coscienza (impersonata da Grillo Parlante), trovare la strada giusta. Il primo passo è quello di andare a scuola (che simboleggia la Conoscenza). Dopo di che, le tentazioni della vita rapidamente si presentano nel percorso di Pinocchio.

La tentazione della fama e della fortuna
Sulla strada per la scuola, Pinocchio viene fermato dal Gatto e dalla Volpe che gli indicano la «comoda strada del successo»: lo spettacolo. Nonostante gli avvertimenti della sua coscienza, la marionetta segue i personaggi in ombra e viene venduto a Mangiafuoco, il belligerante promotore dello spettacolo di burattini. Durante la sua performance, Pinocchio conosce i meccanismi del sistema della «strada facile»: fama, fortuna e anche donne-burattino.
Pinocchio però apprende rapidamente il grande prezzo di questo apparente successo: non può tornare a vedere suo padre (il Creatore), il denaro che genera è utilizzato solo per arricchire Mangiafuoco, il suo «gestore», e vede ciò lo attenderà quando sarà cresciuto, cioè l'essere considerato uno scarto. Una rappresentazione piuttosto cupa dello spettacolo, non è vero? Egli in fondo non è altro che un burattino. Dopo aver visto la vera natura della «strada facile», Pinocchio si rende conto del triste stato in cui si trovi: è in gabbia come un animale e in balia di un burattinaio crudele. É stato ingannato e ha messo in vendita la sua anima. Pinocchio riguadagna poi la sua coscienza (il Grillo Parlante), e cerca di scappare. Tutte le buone coscienze del mondo però non possono salvarlo visto che è chiuso in una gabbia con un lucchetto. Niente di meno di un intervento divino è necessario per salvarlo, ma non prima che si mostri sincero alla Fata (il messaggero divino) e, soprattutto, a sé stesso.

Le tentazioni dei piaceri materiali
Tornato sulla strada giusta, Pinocchio viene fermato dalla Volpe che lo attrae in direzione del «Paese dei Balocchi», un luogo senza la scuola (la Conoscenza) e le leggi (una morale). I bambini possono mangiare, bere, fumare, combattere e distruggere a piacimento, il tutto sotto l'occhio vigile del cocchiere.
Il Paese dei Balocchi è una metafora per la vita «profana» caratterizzata dall'ignoranza, dalla ricerca della gratificazione immediata e dalla soddisfazione dei più bassi impulsi della propria vita. Il cocchiere incoraggia questo comportamento sapendo che è un metodo perfetto per creare schiavi. I ragazzi che si abbandonano a sufficienza in questo stile di vita si trasformano in asini e vengono poi sfruttati dal cocchiere per lavorare in una miniera. Un'altra rappresentazione piuttosto cupa, questa volta delle masse ignoranti.
Pinocchio stesso inizia a trasformarsi in un asino. In termini esoterici, egli è più vicino alla sua parte materiale più che a quella spirituale, impersonata da questo animale testardo. Questa parte della storia è un riferimento letterario ad Apuleio e alla sua opera Le Metamorfosi o Asino d'oro, un classico studiato nelle scuole misteriche, come la Massoneria. Le Metamorfosi descrive le avventure di Lucignolo, che è tentato dalle meraviglie della magia, e a causa della sua stupidità si trasforma in un asino. Questo lo porta ad affrontare un viaggio lungo e difficile dove è infine salvato da Iside e si unisce al culto del suo Mistero. Il racconto de Le Metamorfosi offre molte somiglianze con Pinocchio per la sua trama, la sua allegoria spirituale e il suo tema d'iniziazione occulta. Pinocchio, una volta riconquistata la sua coscienza, sfugge dalla prigione della vita profana e scappa dal Paese dei Balocchi.

L'iniziazione
Pinocchio torna a casa per unirsi con suo padre, ma la casa è vuota. Egli scopre che Geppetto è stato inghiottito da una balena gigante. Il burattino si getta in acqua e viene lui stesso ingoiato dalla balena al fine di trovare il suo Creatore. Questa è la sua iniziazione finale, dove il suo compito è quello di fuggire dalla vita ignorante (simboleggiata dal ventre della balena gigante) e guadagnarsi la luce spirituale.

Pinocchio nel ventre della balena
Ancora una volta, Carlo Collodi è stato fortemente ispirato da una storia classica dell'iniziazione spirituale: il Libro di Giona, presente nell'Antico Testamento. La storia del profeta Giona ingoiato dalla balena viene studiato anche nelle scuole misteriche.
Giona è il personaggio centrale del Libro di Giona. Gli viene ordinato da Dio di andare verso la città di Ninive per profetizzare contro di essa «perché la loro grande malvagità è salita fino a me». Giona mira invece a fuggire «dalla presenza del Signore» andando a Jaffa e facendo vela a Tarsis. Una tempesta enorme infuria e i marinai, realizzando che questa non è una tempesta ordinaria, capiscono che la colpa è di Giona. Giona ammette le sue colpe e afferma che se verrà gettato in mare la tempesta cesserà.
I marinai cercano di indirizzare la nave a riva, ma vedendo che sarebbero stati inghiottiti dal mare decidono di gettare Giona in mare, a quel punto il mare si calma. Giona è miracolosamente salvato da un pesce enorme che lo ha inghiottito, appositamente preparato da Dio dove passò tre giorni e tre notti (Gio 1, 17). Nel secondo capitolo, mentre si trova nel ventre del grande pesce, Giona prega Dio nella sua afflizione e si impegna a onorarlo e a pagare quello che ha promesso. Dio comanda al pesce di vomitare Giona che esce dal ventre della balena e sbarca sulle spiagge di Ninive dove predicherà la penitenza.

Ecco come il grande iniziato Manly Palmer Hall (1901-1990) spiega il significato occulto attribuito dalle scuole misteriche a questa storia biblica: «Giona e la balena: quando viene usato come simbolo del male, il pesce rappresenta la Terra (la natura più bassa dell'uomo) e la tomba (il sepolcro dei Misteri). Giona è rimasto tre giorni nel ventre del "grande pesce", come Cristo restò per tre giorni nel sepolcro. Diversi Padri della Chiesa ritengono che la "balena", che ha ingoiato Giona sia il simbolo di Dio Padre, che, quando il profeta venne sfortunatamente gettato in mare, ha accettato Giona nella propria natura fino a che non raggiungesse un luogo di sicurezza. La storia di Giona è in realtà una leggenda di iniziazione ai misteri, e il "grande pesce" rappresenta le tenebre dell'ignoranza che avvolgono l'uomo quando si getta dalla nave (la nascita) in mare (la vita)»

Pinocchio ha attraversato le difficoltà dell'iniziazione ed è uscito dal buio dell'ignoranza. Egli emerge dalla tomba risorto, come Gesù Cristo 7. Ora è un «bambino vero», un uomo illuminato che ha rotto le catene della vita materiale per abbracciare il suo io superiore. Il Grillo Parlante riceve un distintivo in oro massiccio dalla Fata, che rappresenta il successo del processo alchemico di trasformare la coscienza di Pinocchio da un metallo grezzo in oro. La «Grande Opera» è stata compiuta.

In conclusione

Vista attraverso gli occhi di un iniziato, la storia di Pinocchio, invece di essere una serie di avventure casuali diviene un'allegoria spirituale profondamente simbolica. Diversi dettagli nel film d'animazione, apparentemente insignificanti, rivelano una verità esoterica o almeno un commentario sociale e brutalmente onesto. Ispirandosi a classici metafisici come Le Trasformazioni e al Libro di Giona, l'autore della storia, Carlo Collodi, ha scritto una moderna storia d'iniziazione, che è il più importante aspetto della vita massonica.

Anche se l'affiliazione di Walt Disney (1901-1966) alla Massoneria è da sempre oggetto di dispute, la scelta di questa storia come secondo film d'animazione creato dai suoi studios è molto eloquente. Molti dettagli simbolici aggiunti nel corso del film sembrano agevolare una migliore comprensione del significato occulto e fondamentale del libro di Collodi. In considerazione delle numerose riedizioni di Pinocchio e del suo successo mondiale, si può dire che il mondo intero ha assistito al suo cammino verso l'illuminazione, ma ben pochi lo hanno capito pienamente.
fonte: http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/articoli/l_interpretazione_esoterica_di_pinocchio.htm

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