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LA TORRE DELLE ORE DI LUCCA

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Lucca è una di quelle città che non si finisce mai di scoprire. Perché ogni angolo custodisce qualcosa di insolito. E’ l’unica ad aver conservato la propria indipendenza fino al 1847 tra le città -stato della Toscana. E già questo la dice lunga sul suo carattere fiero. Le sue mura coprono un perimetro di oltre 4 chilometri e sono rimaste intatte con 10 baluardi, una piattaforma e gli spalti ancora conservati e restaurati. I monumenti che la caratterizzano abbracciano diverse epoche: dall’Anfiteatro Romano alla Basilica di San Frediano, dalla piazza e la Chiesa di San Michele al Duomo di San Martino, dalla Tomba di Ilaria del Carretto al Palazzo Ducale o alla Torre di Guinigi.

LA TORRE DELLE ORE DI LUCCA

E parlando di torri non si può non fare riferimento a quella più alta tra le 130 presenti nella città dal Medioevo ad oggi, ovvero la Torre dell’Orologio o Torre delle Ore, rimasta l’unica intatta tra quelle esistenti nel periodo medievale. Situata nella centrale Via Fillungo si innalza con i suoi 50 metri. La sua costruzione risale intorno al XIII secolo e quello che la contraddistingue è proprio l’orologio: il quadrante esterno venne posizionato nel 1490 nel luogo più alto della città in modo che le ore potessero essere anche visibili oltre che udibili mediante i rintocchi. L’orologio vero e proprio è stato regolato da un meccanismo nel 1754 ed è dotato di un quadrante con numero romani e la lancetta unica sagomata con stella al centro. La campana più grande annuncia le ore da una a sei, alla romana, e le due campane minori i quarti.

Oggi la torre si può visitare: la scala interna è di 207 gradini, tutti in legno, squadrati ed incastonati nella pietra e una volta in cima, oltre a godere della bellissima veduta sui tetti di Lucca, si può ammirare il meccanismo a carica manuale dell’orologio, vero capolavoro della tecnologia dell’epoca. Leggenda vuole che la Torre delle Ore sia legata al nome di Lucida Mansi, colei che vendette l’anima al Diavolo per rimanere bella e giovane. La nobildonna, infatti, era nota per la sua grande vanità oltre che per le malvagità rivolte ai suoi amanti. E fece il patto con il Diavolo pur di non invecchiare e perdere la propria bellezza. Si racconta che il Diavolo tornò allo scadere dei trent’anni per esigere il pagamento del debito. E che la donna, la notte del 14 agosto 1623, durante i rintocchi della mezzanotte, salisse affannata i gradini per cercare di fermare la campana che stava per battere l’ora della sua morte. Provò ma non riuscì nell’intento e il Diavolo si prese ciò che gli era dovuto. Rimasta ormai un corpo senza anima, la dama fu vista precipitare nelle acque del piccolo laghetto dell’Orto Botanico, dove ancora oggi si dice che appaia durante le notti di luna piena.

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