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Tutti i miracoli di Pisa

LA PIAZZA È UNA MERIDIANA
aprile 5, 2019
La città misteriosa che nasconde tra le sue piazze i suoi monumenti simboli magici, scorci incantati e vicende umane di rara grandezza celebra questo mese, all'ombra della torre pendente più famosa al mondo, una ricorrenza non meno singolare: il Capodanno Pisano. Sì, perchè il 25 marzo, qui, inizia il 2019! È un raggio di sole che a mezzogiorno entra da una finestra del Duomo e va a illuminare una mensolina a forma di uovo, a sancire l’inizio del Capodanno Pisano. Come in un romanzo gotico o nella più affascinante delle leggende, è dal Medioevo che questo rito si tramanda (con un’interruzione di un paio di secoli), tornando puntuale a far luce sulla storia segreta di questa città. La piazza-orologio Se infatti a Pisa, a marzo, ogni anno si festeggia l’ingresso in quello successivo (per noi il 2019), che arriva accompagnato da un corteo in costume, fuochi d’artificio, iniziative culturali e conviviali, è perché negli anni ’80 del ’900 si è tornati a celebrare l’usanza antica, in auge fino al 1749, di far iniziare l’anno proprio il 25 marzo in tutto il territorio toscano, secondo le regole del Calendario Pisano. La manifestazione si svolge in Piazza dei Miracoli – la definizione è dannunziana –, Patrimonio dell’Umanità Unesco, dove sorgono i monumenti più famosi della città: la Torre Pendente, il Duomo, il Battistero e il Camposanto Monumentale. Complesso di edifici che, a quanto pare, dà vita a una sorta di “piazza-orologio”, una “clessidra cosmica” utilizzata in passato per scandire proprio il tempo del Calendario Pisano. Un esempio? La Torre Pendente, che è poi il campanile del Duomo, indica il punto in cui sorge il sole nel solstizio d’inverno. I bassorilievi che ne caratterizzano la porta d’ingresso, inoltre, rappresentano un ariete che se la vede con un serpente e un’orsa, rispettivamente il maligno e la Madonna. L’ariete invece rappresenta Pisa. Il 25 marzo cadeva infatti proprio sotto questo segno, ma non solo: l’intera piazza è strutturata seguendo le linee della costellazione dell’ariete! Ci sarebbero poi le unghie del diavolo che hanno lasciato una serie di buchi (quanti non si sa: pare che ogni volta che si provi a contarli si ottenga un numero diverso) su una colonna della Cattedrale, l’acustica strepitosa del Battistero più grande d’Europa, il lampadario che Galileo, il più illustre cittadino pisano, avrebbe osservato oscillare prima di formulare la sua teoria sul pendolo e che pare sia invece l’incensiere oggi appeso nella Cappella Aulla nel Camposanto, e ancora la terra sulla quale il Camposanto stesso sorge e che proverrebbe proprio dal monte Golgota… Insomma, un viaggio a Pisa potrebbe anche finire qui se volessimo approfondire ogni storia e ogni leggenda legate a questo luogo straordinario. Ma sarebbe un peccato, perché la città offre molte altre attrattive. Cuore medievale Spostiamoci quindi in Piazza dei Cavalieri dove incontriamo il Palazzo dell’Orologio con la Torre della Muda, nelle quale visse la sua agonia il Conte Ugolino, la Scuola Normale e la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri progettata dal Vasari con le sue bandiere, molte turche, conquistate durante scontri navali (tra cui la battaglia di Lepanto), il suo splendido soffitto e i suoi dipinti. Inoltriamoci quindi nel cuore medievale della città, lungo Via Cavalca, dove incontrare alcune tipiche case-torri, o Borgo Stretto con i suoi portici, i negozi e i caffè; sulla via si affaccia la chiesa di San Michele in Borgo, sulla cui facciata, che si rifà a quella del Duomo, si possono leggere originali scritte seicentesche. Poco distante c’è Piazza delle Vettovaglie, tra i luoghi preferiti dalla vita notturna universitaria. Facciamo quindi tappa alla Gipsoteca di Arte Antica nella chiesa di San Paolo all’Orto, con la sua collezione di calchi in gesso e, per concludere, alla casa natale di Galileo, in Via Giusti, dove lo scienziato nacque nel 1564. Sulle sponde dell'Arno Il lungarno (anzi, i lungarni, quelli di Tramontana e di Mezzogiorno) sono a due passi. Tra i primi, il Lungarno Simonelli, all’inizio del quale si stagliano le vestigia della Cittadella Vecchia con la torre Guelfa; proseguendo si incontrano gli Arsenali Medicei che ospitano il Museo delle Navi Antiche e il Ponte di Mezzo, ideale centro della città. Il Lungarno Mediceo ospita alcuni importanti edifici storici, come Palazzo dei Medici e il Museo Nazionale di San Matteo con la sua bella collezione di arte sacra. Poco più avanti, sulla sponda meridionale, si aprono invece le porte del Giardino Scotto, angolo verde all’interno di una fortezza. Percorriamo quindi Via San Martino, dove grazie a una statua a lei dedicata scopriamo la storia di Kinzica de’ Sismondi, che avrebbe salvato le sorti di Pisa dall’invasione saracena. Una sosta al Palazzo Blu per ammirare la sua collezione permanente e la mostra dedicata al Sessantotto pisano (fino al 18 marzo), e il tour si conclude con la visita a due chiese di grande fascino: la monumentale San Paolo a Ripa d’Arno (che però potreste trovare chiusa per restauri) e la minuscola Santa Maria della Spina, gioiello gotico che ospita la scultura della Madonna della Rosa, di fronte alla quale il nostro viaggio tra i “miracoli” di Pisa si chiude. Sulle sponde dell'Arno Il lungarno (anzi, i lungarni, quelli di Tramontana e di Mezzogiorno) sono a due passi. Tra i primi, il Lungarno Simonelli, all’inizio del quale si stagliano le vestigia della Cittadella Vecchia con la torre Guelfa; proseguendo si incontrano gli Arsenali Medicei che ospitano il Museo delle Navi Antiche e il Ponte di Mezzo, ideale centro della città. Il Lungarno Mediceo ospita alcuni importanti edifici storici, come Palazzo dei Medici e il Museo Nazionale di San Matteo con la sua bella collezione di arte sacra. Poco più avanti, sulla sponda meridionale, si aprono invece le porte del Giardino Scotto, angolo verde all’interno di una fortezza. Percorriamo quindi Via San Martino, dove grazie a una statua a lei dedicata scopriamo la storia di Kinzica de’ Sismondi, che avrebbe salvato le sorti di Pisa dall’invasione saracena. Una sosta al Palazzo Blu per ammirare la sua collezione permanente e la mostra dedicata al Sessantotto pisano (fino al 18 marzo), e il tour si conclude con la visita a due chiese di grande fascino: la monumentale San Paolo a Ripa d’Arno (che però potreste trovare chiusa per restauri) e la minuscola Santa Maria della Spina, gioiello gotico che ospita la scultura della Madonna della Rosa, di fronte alla quale il nostro viaggio tra i “miracoli” di Pisa si chiude. Cosa fare in un fine settimana a Pisa? Scoprire che a Pisa di torri pendenti ce ne sono altre due, oltre alla più famosa: quella della Chiesa di San Nicola (sulla cui facciata è anche rappresentata la sequenza di Fibonacci, illustre cittadino pisano) e quella della Chiesa di San Michele degli Scalzi Lasciarsi affascinare dai lungarni e assistere, il 16 giugno, alla Luminara di San Ranieri Passeggiare lungo le mura della città Percorrere l’itinerario della Pisa romana, dai Bagni di Nerone al Museo delle Navi Antiche Approfondire la conoscenza di Galileo e del suo genio alla Domus Galilaeana Perdersi nella natura dell’Orto e del Museo Botanico Immergersi nel verde del Parco San Rossore Raggiungere le vicine terme di San Giuliano o San Casciano dei Bagni per una giornata di relax Seguire la Strada del vino delle Colline Pisane per degustare Chianti DOCG, Bianco Pisano di San Torpè DOC, ma anche olio, tartufi e le tante tipicità della zona Ammirare il murales Tuttomondo di Keith Haring sulla facciata del convento di Sant’Antonio Abate

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