Museo Piaggio

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….. e la leggenda continua. Entrando sembra una stazione ferroviaria con una locomotiva (del 1936 utilizzata dalle ferrovie Calabro-Lucane) che esce letteralmente da una grande vetrata. Sullo stesso piazzale d’ingresso campeggia un P148, aereo biposto da addestramento acrobatico del 1951, come se ci trovassimo su una pista d’atterraggio. Siamo in Casa Piaggio a Pontedera nella Valle dell’Arno in prossimità di Pisa. Nel Novecento è diventata la città della Piaggio, prima come industria aeronautica e nel dopoguerra con la Vespa, icona mondiale della mobilità su due ruote. Il Museo Piaggio è ormai meta di un vero pellegrinaggio ed è allestito in un’area del moderno complesso industriale. Il Museo è un posto incantevole, un salto nel passato e nella storia dell'industrializzazione italiana, dagli albori ad oggi. L’Archivio storico conserva documenti che testimoniano studi, progetti e intuizioni nell’avvertire i bisogni di un paese che, dopo la guerra, sentiva la necessità di modernizzarsi e velocizzarsi. Presenta inoltre, con una panoramica fotografica, il rapporto antico fra fabbrica e territorio, con le scuole, le attività sportive, il senso di una fabbrica-comunità. La Piaggio fu fondata da Rinaldo Piaggio a Sestri Levante nel 1884. In seguito fu divisa fra i tre figli ed Enrico Piaggio iniziò la gestione dello stabilimento toscano nel 1924. La fabbrica produceva, durante la guerra, eliche, motori, aeroplani completi e nei tempi più lontani anche motoscafi antisommergibili. Viene successivamente bombardata ma Enrico Piaggio ricostruisce anche la produzione aeronautica. Ha un’idea rivoluzionaria: produrre un mezzo di trasporto piccolo, robusto, agile ed economico. Coinvolge l’ingegner Corradino d’Ascanio, geniale progettista che, avvalendosi dell’esperienza maturata nel settore aeronautico, disegna uno scooter che diventerà l’immagine della creatività italiana: La Vespa. Enrico Piaggio lancia la Vespa nel 1946 come la moto della rinascita. 250 i veicoli in esposizione, dalla prima Vespa MP6 (che ancora non aveva questo nome) su progetto di Corradino d’Ascanio nell’autunno del 1945. Tanti i modelli prodotti e i rari e preziosi prototipi degli anni Quaranta, a cominciare dal MP5, conosciuto come “Paperino”, prima esperienza di Piaggio sul tema scooter, prodotto in pochissimi esemplari tra il 1944 e 1946. Mirabile è stata l’intuizione di Enrico Piaggio di incontrare il regista William Wyler che stava girando “Vacanze romane” nel 1953 per far comparire nel film la Vespa “Farobasso” alla guida di Gregory Peck. Si possono ammirare pezzi artistici quali la Vespa Dalì, dipinta e firmata da Salvador Dalì e unici come quella ricoperta di pelle di pesce. Una sezione è dedicata alle Vespe eroiche che hanno percorso chilometri di viaggi in solitaria nei cinque continenti. Vespa: il nome deriva dal suo irriverente ronzio, emblema e leggenda senza tempo.

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