SAN DALMAZIO: piccolo borgo medioevale

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San Dalmazio è un piccolo borgo di origini medioevali situato nell’alta val di Cecina, nel comune di Pomarance. Lo si raggiunge da una derivazione della SS. 439 che da Saline di Volterra raggiunge Follonica attraversando le colline metallifere. Il paese è un ottimo punto di partenza per escursioni alla pieve di San Giovanni Battista a Sillano e alla possente rocca Sillana, monumento nazionale, oggi splendidamente restaurata.
San Dalamzio si sviluppa attorno a un castello dell’XI secolo, nominato nel 1040 in documenti storici, come dipendenza dell’abbazia di San Petro in Palazzuolo. Nel 1147 nel borgo viene fondato un monastero di monache benedettine che da al borgo una certa importanza. I beni monastici del convento furono spesso oggetto di dispute; furono le stesse monache, nel 1235, a dare in accomandigia il territorio al Comune di Volterra, in cambio della metà dei dazi. Castel San Dalmazio all’epoca era un comunello indipendente, gravitante nell’orbita volterrana. La vita del paese ruotò intorno al monastero fino al 1438, quando un grave incendio distrusse il sacro luogo. A nulla valsero le promesse di indulgenze di papa Eugenio IV a chi avesse contribuito alla ricostruzione del monastero, e non serì neppure l’aiuto della Repubblica fiorentina. Alla fine le monache del dissestato monastero, nel 1511, decisero il trasferimento a Volterra. Il borgo cessò di avere indipendeza amministrativa nel 1776 allorchè fu unito al territorio comunitativo di Pomarance.
Del monastero oggi non rimane traccia. E’ rimasta però la chiesa, di fondazione cinquecentesca, attibuita a Bartolomeo Ammannati. Presenta un’unica navata attraversata da un transettocon campanile ottcentesco impostato sul fianco sinistro. All’interno si conserva un pregevole in terracotta invetriata di scuola robbiana.
Il resto del paese presenta un tessuto urbanistico ben conservato. Sono visibili ancora le mura di andamento circolare, inglobate nelle abitazioni, il portale di ingresso, e una caratteristica struttura di vicoli e case. Nel borgo sono presenti due oratori, quello della Compagnia della Carità e quello di San Donnino nella quale era conservato, fin da tempi antichi, il miracoloso chiodo detto di San Donnino a cui si attribuiva la miracolosa capacità di cicatrizzare le ferite.
Riguardo alla storia dell’unità d’Italia, una targa sulla casa della famiglia Serafini ricorda il soggiorno a San Dalmazio del Generale Giuseppe Garibaldi, per quattro giorni, dal 28 agosto al primo settembre 1849. Fu una delle tappe della rocambolesca “trafuga” di Garibaldi, a seguito della capitolazione della Repubblica Romana, che grazie all’aiuto di tanti patrioti condusse il generale dalla Romagna fino all’imbarco in Maremma, alla volta della Liguria.

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