Il Fascino del Cerchio

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Il fascino del cerchio Il cerchio è una figura geometrica estremamente affascinante ed è anche la forma dell’armonia, della completezza, della perfezione e della simmetria. Sembra proprio che questa figura abbia qualcosa di speciale che ha ispirato artisti di ogni disciplina dall’antichità ai nostri tempi. Il territorio di Volterra (PI) fa da cornice ad un esempio di questa creatività che ha come autore Mauro Staccioli (Volterra, 1937 – Milano, 2018) famoso per le sue sculture imponenti che circoscrivono con lo sfondamento della materia una piccola, ma significativa fetta di infinito. Le sue opere, tutte dall'aspetto molto semplice e minimale, sono un esempio di arte contemporanea di forte impatto visivo.

Sono opere che il loro autore ama chiamare “segni”: segni sull’ambiente, ma anche segni e simboli del suo vissuto, “luoghi di esperienza”. Queste installazioni comprendono Volterra, sempre visibile in lontananza, senza creare disagio in chi le guarda – nonostante le loro forme spesso aspre e spigolose – ma offrendo a essi la possibilità di soffermarsi, di guardare al paesaggio in maniera diversa e con occhi nuovi, creando occasioni di coin-volgimento emotivo, di stretto rapporto tra uomo e ambiente. Il più famoso esempio della sua arte è una grande ellisse in acciaio corten rosso che dall’alto della collina incornicia il paesaggio sottostante come se fosse un quadro, sul quale spicca un casolare diroccato.

L’ellisse infatti rappresenta uno dei “luoghi di esperienza” di Staccioli e quel casolare ormai abbandonato fu la casa dei suoi nonni e della sua infanzia. Sedici sculture collocate sia nel centro storico di Volterra che nelle località limitrofe, in particolare presso chiese, o su strade e bivi che portano alla città antica, formano un itinerario che presenta le sue opere: alcuni titoli, come Primi passi o Al bimbo che non vide crescere il bosco, formata da cinque aste di diverse tonalità (marrone scuro e chiaro, giallo, bianco e grigio), i colori dell’ambiente: realizzata in cinque materiali differenti (ottone, rame, acciaio inox, alluminio, acciaio corten), sono significativi in questo senso.

Altri richiamano semplicemente le forme geometriche che raffigurano, quali Tondo Pieno, Piramide, Anello, Prismoidi e Cerchio imperfetto, un quadrato dai lati curvi in intonaco rosso che aveva quasi funzione di schermo, dal quale guardare il passato. E ancora il Portale, un grande arco triangolare attraverso cui è possibile intravedere in lontananza l’ellisse di Piancorboli. E poi l’Indicatore, una lunga asta dello stesso materiale delle precedenti spicca alta in località Spicchiaiola. Altro esempio è costituito da una specie di triangolo rovesciato posto come a sorreggere quel che resta di una piccola chiesetta preromanica di campagna. L’artista prediligeva materiali scarni come il cemento, l’acciaio, il ferro, creava aste, mezzelune, cerchi che si aprono su spazi urbani o sui campi. Luoghi d’esperienza è quindi un museo a cielo aperto che testimonia appieno cosa significasse per Staccioli la scultura: interventi monumentali inseriti in un contesto paesaggistico, senza che questi lo trasformino, ma che anzi ne mettano in risalto lo stretto rapporto reciproco.

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